lunedì 4 marzo 2013

Avanade Gold Sponsor di SharePoint & Office Conference 2013

In programma dal 5 al 7 marzo al Centro Congressi MilanoFiori - Assago


Avanade, società globale di soluzioni tecnologiche e servizi informatici per le aziende, parteciperà in qualità di Gold Sponsor all’evento SharePoint & Office Conference 2013, che si terrà dal 5 al 7 marzo presso il Centro Congressi MilanoFiori di Assago.

Dopo il successo delle scorse quattro edizioni, anche quest'anno SharePoint & Office Conference 2013 si presenta come un appuntamento imperdibile di formazione, ricco di contenuti di elevato livello tecnico, rivolto a professionisti IT, sviluppatori, site builder e decision maker e, in generale, a tutti coloro che lavorano con Microsoft SharePoint, Microsoft Office e Microsoft Office 365. Questa quinta edizione, che si sviluppa su tre giornate e conta circa 60 sessioni tecniche, sarà particolarmente focalizzata sulle nuove versioni dei prodotti, fornendo ai partecipanti gli strumenti critici per valutare l’adozione dei prodotti, comprendere la portata delle novità, considerare l’opportunità di migrazione delle infrastrutture e porting delle applicazioni.

Avanade sarà presente all’evento con un proprio stand, dove persone del dipartimento HR offriranno ai partecipanti la possibilità di conoscere meglio l’azienda e dove lo staff tecnico li aiuterà a costruire personalmente la propria agenda condividendo con gli altri utenti argomenti di interesse.

A rappresentare Avanade saranno Alberto Casu, Responsabile Service Line collaboration, e Marco Rizzi, Solution Architect per la Service Line Collaboration, che saranno protagonisti del seguente appuntamento: SharePoint 2013 – Social & Enterprise Collaboration, in programma il 5 marzo dalle 15:45 alle 17:00 (Sala C). Nel corso della sessione verranno presentate le nuove funzionalità social di SharePoint 2013 che vanno ad arricchire ed evolvere il concetto di Social Enterprise già presente nella versione precedente.

Sempre per Avanade ci sarà la presenza internazionale di Mirjam van Olst, SharePoint Architect di Avanade Netherlands che terrà due sessioni: Using Managed Metadata in custom solutions - 6 marzo dalle 12:00 alle 13:15 (Sala C) e Best practices and considerations for designing your SharePoint logical architecture - 7 marzo dalle 9:00 alle 10:15 (Sala C). Mirjam van Olst svolge dal 2004 un ruolo strategico e fondamentale nel supportare le aziende clienti a implementare le soluzioni SharePoint ed è una delle poche persone ad avere le Certificazioni Master di Microsoft sia per SharePoint 2007 sia per SharePoint 2010.

Infine, Avanade sarà presente con una quarta sessione anche nell’area SharePoint & Office Expo, lo spazio gratuito pensato e creato per permettere a tutti gli interessati di incontrare le aziende leader nella realizzazione di soluzioni e prodotti volte ad arricchire le funzionalità di Microsoft SharePoint e Office. Mercoledì 6 marzo dalle 11:00 alle 11:30, Massimo Ambrogi, Project Manager di Avanade Italy, terrà un approfondimento su Duet Enterprise, il framework sviluppato congiuntamente da SAP e Microsoft per la creazione di soluzioni rapide che estendono SAP in SharePoint e Microsoft Office.


Per maggiori informazioni su SharePoint & Office Conference 2013:
http://www.sharepointconference.it/events/2013/default.aspx

Per maggiori dettagli su come raggiungere il Centro Congressi MilanoFiori di Assago: http://www.sharepointconference.it/events/2013/location.aspx

Per maggiori informazioni su Avanade: www.avanade.com/it 


posted by yorker university 

domenica 3 marzo 2013

Un romanzo dantesco ed angelico di Roberto Pasanisi recensito dal dantista Domenico Cofano


Roberto Pasanisi, "Gli angeli", 
Salerno, Ripostes, 2013
 (Prefazione di Romolo Runcini) 
Singolare ricostruzione del disagio esistenziale moderno, il romanzo di Pasanisi tesse i fili di una complessa e sofferta confessione autobiografica, che si proietta su più livelli narrativi e si racconta attraverso le storie di personaggi distanti fra loro, ma tutti ugualmente rispondenti ad un’esigenza di accumulazione di sensi e risposte, da giocarsi sul tavolo del bilancio definitivo.



La narrazione si apre con dei versi, liberamente disposti da una mano che prescinde da infrastrutture metrico-formali, ma che rievoca e fissa sulla pagina l’eco di una lirica antica, di una «sapienza gentile», di stilnovistica memoria, che ammonisce e salva. Proprio in questi versi iniziali si cela la chiave d’accesso al percorso di conoscenza di sé, affidato ad una prosa che di quella ‘chiave’ vuole essere il commento, liricheggiante e visionario, lucido e razionale, che ne decreta, quasi a priori, l’inadeguatezza. 

Il lettore è infatti avvertito, fin da subito, del fallimento epistemologico dell’amore, platonicamente inteso come via per la conquista della più autentica essenza dell’essere. Sono, del resto, inequivocabili, in questa direzione, le immagini del sogno che inaugura il registro simbolistico di una scrittura spesso allusiva e sfuggente; immagini presenti, con chiara funzione profetica, nelle primissime pagine del romanzo: il giovane intellettuale, il personaggio senza nome che inizia e conclude la narrazione, e che costituisce, evidentemente, l’interprete privilegiato del dramma esistenziale dell’autore, parla di «un baratro di centinaia di metri» che lo sprofonda in un buio senza fine mentre «lei non c’era». Ma la negatività dell’esito della ricerca che sta per intraprendersi, e che evidenzia un forte pessimismo, i cui toni sono tuttavia smorzati proprio dalle atmosfere oniriche che lo suggeriscono, non compromette il valore della ricerca stessa, che si avvia con slancio, e resta costantemente ispirata da una energica tensione. Anche la scrittura, attraverso i molti termini che rimandano all’idea del buio (cupo, ombrai, notte, notturno, nero, oscurità, grigio, e così via), tradisce una sotterranea, triste consapevolezza, ma, con i termini della luce, che sono in numero assai superiore (luccicante, chiarore, stella, lampo, trasparente, bagliore, chiaro, fuoco, lucente, sole), cerca di esorcizzare l’esito finale. Mai una volta i personaggi attraversano notti senza stelle (un’espressione ricorrente, anche sul piano metaforico, nella scrittura di Pasanisi); non c’è mai un’oscurità assoluta, anche i grilli, creature della notte, friniscono come le diurne cicale. «Dolce» e «dolcemente» ritornano di continuo, affiancando a volte, e non a caso, parole di segno opposto, come, per esempio, «violenza». 

L'autore, dunque, crea, sia pure a partire da un sostrato negativo, ma non necessariamente in contraddizione con esso, una situazione di attesa, e dispone i suoi personaggi ad un’apertura fiduciosa verso la donna e la sua possibile funzione di guida salvifica. L’ ‘incontro’ è, infatti, sempre vissuto come un miracolo, sempre sentito come fonte di beatitudine, ed è puntualmente affidato ad una descrizione di impronta stilnovistica che ne accresce e potenzia la significatività. L’autore recupera diversi tópoi della poesia duecentesca: dal senso di smarrimento e di stupore creato dall’apparizione della donna-angelo alla perdita di ardimento e all’incapacità di parlare al suo cospetto, dagli effetti fisici provocati dal manifestarsi dell’amore ai classici motivi degli ‘occhi’ e dello ‘sguardo’.

Addirittura, se l’interpretazione non è troppo peregrina, sembrerebbe dantesca l’atmosfera dentro cui si svolge l’incontro fra il giovane intellettuale e la donna bruna, senza nome anche lei: nel salone di una banca, fra «il tramestio d’uomini e macchine», l’autore circoscrive un angolo appartato che paragona ad «un giardino concluso», dove appare una bellezza eterea, dal passo leggero, che produce nel protagonista uno stato d’animo contemplativo, senza traccia di tensione, come fosse in un’oasi di appagamento che niente vale più ad incrinare. Il ricordo dell’apparizione di Matelda nell’Eden, luogo di imperturbabile armonia, di felicità primigenia, consegnato al primo uomo come sede definitiva e ‘conclusa’ di eterna beatitudine, e, ancora, il ricordo degli effetti che tutto ciò provoca in Dante si impongono alla mente del lettore che scorre queste pagine centrali del romanzo. Inoltre, a confortare ulteriormente l’ipotesi di una suggestione dantesca, c’è il fatto che questo evento giunge nella vita del personaggio dopo sette anni di una «ferrata analisi», che però in lui non produce soluzioni di sorta poiché esiste un ostacolo insuperabile, e c’è anche il fatto che solo dopo egli comprende che ‘lei’ avrebbe potuto salvarlo. Sappiamo inoltre che il percorso purgatoriale si scandisce proprio in sette tappe, e che Matelda, in cima al Purgatorio, è deputata a rendere il pellegrino pronto a ricevere degnamente la salvezza.

Rispetto ad una possibile redenzione attraverso l’amore, questo passaggio costituisce, per l’intenso clima di aspettativa, un nodo fondamentale, da cui si diparte, a questo punto, una serie di fili narrativi giustificati, nell’impalcatura strutturale del romanzo, come ricordi o racconti di sogni, e volti ad accentuare i giochi chiaroscurali del nucleo concettuale di base, attraverso complicazioni, o, se è il caso, procedimenti semplificativi. Così entrano in scena Kid il pistolero, Nathaniel il sognatore, i due amici Felipe e Manuel; ciascuno porta con sé la storia di un incontro, o il desiderio di un incontro, sempre fortemente caricato, più o meno consapevolmente, di una funzione salvifica, di quella capacità rivelatrice di senso a cui, peraltro, l’autore fa riferimento con il verbo, questa volta indubitabilmente dantesco, «squaderna». L’epilogo tragico delle vicende dei nuovi personaggi- sia Kid, sia Nathaniel muoiono senza poter realizzare il proprio ideale d’amore - anticipa la conclusione del romanzo sul filo di un graduale inveramento della profezia iniziale; e la morte annunciata del protagonista arriva presto a suggellare l’apoteosi di un fallimento, le cui ragioni il testo stesso commenta, in modo esplicito, in pagine che assumono un taglio saggistico. L’impossibilità di realizzare un percorso intellettuale e culturale come quello tentato dai protagonisti viene passata al vaglio e dimostrata da una prospettiva che è sociologica e politica insieme. In particolar modo, la nozione di ‘industria culturale’, studiata dai filosofi della Scuola di Francoforte - una nozione tutta incentrata sull’azione coercitiva del potere, che, per mezzo dei mass-media, impone valori e comportamenti, crea i bisogni e stabilisce il linguaggio -, viene assunta dall’autore per affermare, con forza, l’attuale, e forse definitivo, stato di «omologazione maschio-femmina» che «fagocita la donna e la asserve agli imperativi ineluttabili del capitale», privando così l’amore della sua più autentica verità. 

Ma esiste anche un altro elemento che può essere assunto a causa inibente, e che, forse, ha una più forte valenza autobiografica; un elemento che si scorge fra le righe e testimonia dell’assenza di una dimensione metafisica, o propriamente religiosa, o laica, necessaria ed ineludibile come forza attualizzante delle potenzialità di quel particolare percorso di conoscenza. Il richiamo a Cavalcante, eretico averroista, utilizzato contestualmente come termine di paragone fra le luci intermittenti di un night e il suo apparire e sparire nell’avello infuocato, è, probabilmente, funzionale alla negazione dell’immortalità dell’anima, all’interno di un discorso sulla visione della morte già intrapreso altrove, e più scopertamente, dal personaggio di Manuel, laddove una «splendente famiglia delle erbe e degli animali» aveva già evidenziato, foscolianamente, il distacco sentimentale e ideologico da un’idea di immortalità legata alla gloria, o, più semplicemente, all’eredità d’affetti.

Il romanzo si chiude con l’immagine dei profondi abissi del mare che ingoiano il protagonista suicida, così come si era aperto con quella degli abissi della malinconia in cui egli spesso sprofondava mentre smarriva il senso del mondo. Si celebra così l’assolutizzazione del Nulla che ammala l’uomo di un’inconsistenza d’essere e lo protende a uno scopo che mai si realizza, e a una conoscenza impossibile, condannandolo ad un eterno rinvio. 

Se inizialmente l’autore lasciava indovinare una particolare corrispondenza fra sé e il giovane intellettuale, poi, quando vanno definendosi i termini di un destino di morte, egli ne prende le distanze, e reimposta il rapporto di identificazione, che è forse possibile rintracciare all’altezza dei due personaggi amici di Felipe e Manuel. Essi costituiscono, a mio avviso, le due istanze di una medesima personalità, verosimilmente proprio quella dell’autore: da una parte il senso della realtà di Felipe, «sempre in sintonia con la vita», dall’altra la spinta idealistica di Manuel, sempre alla «ricerca eccelsa della bellezza», costantemente ispirato dall’«anelito divino al sublime». Il dolore causato dall’infrangersi del sogno d’amore di Manuel non coincide con la sua morte, come invece accade per tutti gli altri personaggi, ma, attenuato dalla presenza dell’amico, si traduce in un pianto dirotto che ha il senso di una disperata rassegnazione. Sembrerebbe evidente, a questo punto, la scelta definitiva dell’autore, che, uscito dallo spazio circoscritto e personale dell’autobiografia, sembra interpretare il dualismo esistenziale di tutti gli uomini figli della modernità, sopravvissuti, ogni giorno, a ciò che sono, e, nella stessa misura, a ciò che vorrebbero essere. 


Domenico Cofano
(professore ordinario, Letteratura italiana, Università di Bari e Foggia)


Sito web: www.libroco.it 

sabato 2 marzo 2013

Sicurezza alimentare e salute umana: quali prospettive dai cambiamenti climatici? Il libro del Dottor Gianluca Tognon

Il libro del Dottor Gianluca Tognon che affronta il tema della sicurezza alimentare legato alle condizioni climatiche.
“Sicurezza alimentare e salute umana: quali prospettive dai cambiamenti climatici?” Questo è il titolo del libro scritto da Gianluca Tognon e pubblicato da Montecovello edizioni che affronta due argomenti importanti: la sicurezza alimentare e le interferenze dei cambiamenti climatici con la salute umana. 
Il Dottor Tognon si occupa di sicurezza alimentare e di ricerca in questo campo da molti anni, ha pubblicato diversi testi con incentrato sempre questo tema divenuto tanto importante negli ultimi anni. Il libro affronta i cambiamenti meteorologici e i disastri che sono scaturiti negli ultimi anni da tali modifiche forti e inattese. 

Le notizie sono sempre più ricorrenti d’inondazioni ed eventi simili ma anche di forte siccità in aree antipode del pianeta, che cosa significa tutto questo come possono influire simili eventi sulla sicurezza legata agli alimenti? L’agricoltura è altamente influenzata da questi eventi, tanto da andare a influire negativamente sulle condizioni socio-economiche delle popolazioni e recando un aumento della povertà.

I quesiti legati alle problematiche appena accennate sono ampiamente spiegati nel libro del Dottor Gianluca Tognon; da esperto dell’alimentazione e ricercatore che da anni studia proprio questo genere di problematiche sostiene le sue teorie sull’argomento invitando i lettori a un’analisi attenta e concentrata. 

Il Dottor Gianluca Tognon è nato a Lodi nel 1976, ha seguito gli studi presso l’Università di Pavia laureandosi in Scienze biologiche e specializzandosi in seguito in scienze dell’alimentazione. La sua competenza in materia è costellata da diversi studi e ricerche che ha svolto sull’argomento; in passato Tognon ha pubblicato il libro La “Chimica Nociva” che si occupa sempre della sicurezza alimentare e nel dettaglio delle sostanze chimiche che si usano negli alimenti e quanto questi possano essere dannosi per l’organismo umano.

Una’altra sua pubblicazione recente è il libro “Non è vero ma credici. Le bugie sulla corretta alimentazione” nel quale il ricercatore espone quali siano gli alimenti utili per il sostentamento umano e l’importanza soprattutto della loro composizione. Colpisce e condanna alcune diete dimagranti che invitano le persone a eliminare alcuni alimenti a favore di altri; Tognon anche attraverso alcune ricette invoglia il lettore a prendere coscienza degli alimenti e della loro utilità all’interno della corretta alimentazione.

Tutte le attività del Dott. Tognon sono riassunte nelle pagine del suo sito: www.gianlucatognon.it.

La fotografia di copertina del libro in oggetto e a cura di Cornelia Schmidt.

Scheda Libro:

Titolo: Sicurezza alimentare e salute umana: quali prospettive dai cambiamenti climatici?
Autore: Gianluca Tognon
Editore: Società Editrice Montecovello
Prezzo cartaceo: 15 euro
Prezzo digitale: 9 euro
Numero pagine: 154
ISBN: 978 88 97425 885
Anno di pubblicazione: 2012


martedì 26 febbraio 2013

In Garfagnana cinque università americane stipulano un accordo con Gal e Polo pietre toscane


Saranno dodici studenti ad inaugurarea giugno il corso che vede impegnati in una joint venture professionale alcune tra le realtà più importanti del settore lapideo delle Alpi Apuane

Cinque università americane da Yale a Denver, da NJIT del New Jersey alla William Patterson, fino al Bennington College; sono queste le realtà che parteciperanno a giugno ad un progetto internazionale presso il Polo Tecnologico delle Pietre toscane Garfagnana Innovazione di Gramolazzo.



E’ stato siglato infatti in questi giorni l’accordo tra la Digital Stone Project, fondazione statunitense di Trenton (cittadina nei pressi di New York) senza scopo di lucro, e Garfagnana Innovazione alla presenza del presidente Luigi Favari e del responsabile della struttura Stefano Coiai.



Già dai prossimi giorni nelle cinque università americane i docenti Mark Foster Gage, Lawrence Argent, Richard Garber, Michael Rees, Jon Isherwood e Guy Snover inizieranno a selezionare gli studenti che andranno a formare la classe di 12 soggetti che a giugno arriverà in Garfagnana.



Il corso è veramente rivoluzionario e permetterà ai ragazzi di misurarsi prima nelle aule delle Università americane con la teoria e poi sotto il Pisanino con la pratica sul marmo.
Ogni studente infatti lavorerà alla realizzazione digitale di una propria opera che verrà poi spedita via email all’ufficio progetti del centro di Gramolazzo. Qui, grazie al marmo fornito gratuitamente dalle Cave Focolaccia, verranno preparati dai robot meccanizzati i bozzetti.




Al loro arrivo i dodici studenti, accompagnati da tre docenti, troveranno quindi le opere pronte per iniziare la fase di lavorazione prima teorica e poi manuale della scultura.
Durante il corso i ragazzi riceveranno nozioni sulla scansione laser, la programmazione delle macchine CNC, l’utilizzo dei robot antropomorfi, la conoscenza degli strumenti manuali e meccanici.




I docenti italiani, sempre assistiti da un interprete, saranno il Prof. Massimo Pellegrinetti (Accademia di Brera di Milano) per la conoscenza della scultura; Silvano Casali per la scultura manuale; l’Ing. Gabriel Ferri per la conoscenza delle macchine digitali e i robot antropomorfi; Andrea Canini per l’utilizzo dello scanner laser.
Inoltre sono previste 16 ore di lezioni di italiano per meglio conoscere la nostra lingua e 4 ore di lezioni con un geologo pronto a spiegare la conformazione delle Alpi Apuane.
Previste anche gite a Firenze, Pistoia, Lucca e Pisa con guida laureata in storia dell’arte.
Al termine del corso verrà realizzata una mostra espositiva nella fortezza di Mont’Alfonso a Castelnuovo. In una giornata dedicata all’incontro tra la cultura italiana e quella americana verranno esposti i progetti, le immagini, le fotografie dei lavori dei ragazzi e dei docenti scultori accompagnatori.




L’arrivo degli allievi è previsto per l’8 giugno 2013; la partenza il 7 luglio. Durante il mese di permanenza gli studenti e i docenti alloggeranno nel comune di Minucciano.
Viva la soddisfazione del presidente del Gal Garfagnana Luigi Favari e del sindaco di Minucciano Domenico Davini: “Il Polo tecnologico di Gramolazzo con questo progetto – hanno affermato all’unisono - segue il proprio corso internazionale e dopo le sinergie nate nell’ambito della Biennale di Venezia oggi apriamo le porte alle Università americane. Segno che l’incubatore e il Polo rappresentano veramente il futuro ”.




lunedì 25 febbraio 2013

Aperte le iscrizioni alla II edizione del Corso di Alta Formazione: Infographics Data Visualization in the Time of Digital Media



Organizzato da POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, in collaborazione con IL Magazine (Il Sole 24 Ore) e con il patrocinio di AIAP - Associazione italiana design della comunicazione visiva.
Sono aperte le iscrizioni alla II edizione del Corso di Alta Formazione in Infographics, Data Visualization in the Time of Digital Media, organizzato da POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, in collaborazione con IL Magazine - Il Sole 24 ore - il primo magazine a utilizzare l’infografica come chiave di lettura per i cambiamenti socio/culturali del XXI secolo, con il patrocinio di AIAP - Associazione italiana design della comunicazione visiva.

Negli ultimi anni si è verificata una crescita esponenziale, senza precedenti per quantità e complessità, di informazioni e dati prodotti e diffusi in forma digitale dal mondo economico, scientifico, dai media e dagli stessi individui attraverso la Rete. Una situazione di grande abbondanza e potenzialmente ricca di opportunità, a cui però, tutt’oggi, non corrisponde ancora un’adeguata capacità di comprensione e utilizzo dei dati e delle informazioni disponibili.
In questo contesto, la necessità e la volontà di accedere, comprendere e utilizzare in modo efficace questa grande massa di risorse digitali, hanno reso pertanto sempre più forte ed esplicito il bisogno urgente di competenze capaci di gestire tanto la costruzione di una rappresentazione visuale di dati e informazioni, quanto la relazione diretta e attiva con il dato: la sua estrazione, manipolazione, organizzazione, e comunicazione.

L’obiettivo del Corso è, infatti, proprio quello di formare professionisti in grado di affrontare in modo consapevole e critico il progetto della visualizzazione, dalle variabili visuali di base fino al progetto di applicazioni cross-media.

Un percorso formativo contraddistinto da un preciso filo conduttore: un approccio alla visualizzazione intesa come strumento cognitivo, che interviene attivamente nei processi di costruzione della conoscenza, innescando l’interesse (engagement), facilitando la comprensione (understanding) e supportando le decisioni.

Ai partecipanti al corso verranno fornite le basi teoriche e le competenze pratiche per il progetto e lo sviluppo di visualizzazioni di dati, con un occhio di riguardo al mondo dei media.
All’evoluzione del modello editoriale tradizionale, testimoniata dal percorso del New York Times, primo tra i grandi giornali a scommettere su Data Visualization e Information Design, si affianca un processo di trasformazione più radicale delle modalità di produzione e fruizione delle informazioni, che incrocia il movimento Open Data, sfrutta il potenziale delle tecnologie di rete e delle piattaforme sociali e apre le porte all’informazione che viene dal basso.
Il corso, pertanto, affronterà sia le pratiche di rappresentazione tradizionali che quelle più recenti e sofisticate, proprie dell’era digitale. Si terranno quindi in considerazione tanto le specificità della carta stampata, quanto quelle delle piattaforme di fruizione digitale e mobile, con particolare attenzione per i dispositivi tablet.

I partecipanti svilupperanno il progetto della visualizzazione applicando la ‘sintassi infografica’ in ogni sua espressione – dai pattern visuali tradizionali ai Sankey-diagrams – seguendo il filo conduttore del visual storytelling, la narrazione visuale delle storie contenute nei dati.
D3, Polymaps e Processing sono solo alcune delle tecnologie che verranno introdotte, con lo scopo di fornire uno sguardo critico ai più recenti strumenti disponibili.

L’avvio delle lezioni è previsto per il 3 luglio 2013; il percorso formativo prevede un totale di 96 ore di didattica, tra teoria, esercitazioni, seminari e workshop di progetto.
Le lezioni si terranno presso POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano (via Durando 38/a, 20158 Milano).
Il Corso è a numero chiuso: per ogni edizione possono partecipare un numero massimo di 20 studenti.

Per Informazioni su didattica e modalità di iscrizione, si prega di contattare L’Ufficio Coordinamento Prodotti Formativi : formazione@polidesign.net, tel. +39 02 2399 7217.



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venerdì 22 febbraio 2013

YORKER UNIVERSITY: I VANTAGGI DELLE OPEN UNIVERSITY

L'esperienza di migliaia di studenti che, per motivi diversi (chi per lavoro, chi per difficoltà fisiche) all'università dopo la scuola dell'obbligo ricalca l'importanza delle "open university"  come la "Yorker University" che offrono la possibilità di seguire i corsi in distance learning attraverso piattaforme web e consentire a chiunque di seguire i corsi in modo asincrono da casa o dall'ufficio.

Molti cosi' hanno trovato il modo migliore per ottenere il diploma che desideravano anche con impegni di lavoro o familiari o di salute e costruire una carriera ... studiando con le Open University, evitando di tra l'altro le alte tasse universitarie tipiche dei paesi USA.

Giacomo, uno degli alunni già iscritto ai corsi, dice:

"Ho trovato molte difficoltà a continuare a tempo pieno a studiare all'Università, volevo essere indipendente e così ho lasciato il mio posto universitario e cercato un lavoro nel settore delle costruzioni."

"Ho avuto la fortuna di atterrare il mio lavoro come designer in una società di costruzioni specializzata nelle facciate all'esterno degli edifici. Ora sono qui da sette anni e contemporaneamente mi sono iscritto a una università telematica, una open university che non obbliga alla frequenza"

"I miei datori di lavoro mi hanno offerto di sponsorizzare i miei studi per ottenere un certificato di studi superiore"

Dopo aver contattato alcuni istituti che offrivano corsi on-line, Giacomo scoprì che poteva studiare part-time ottenendo un titolo di studio senza frequenza obbligatoria. Era felice quando i suoi datori di lavoro hanno deciso di sponsorizzare i suoi studi.

"Il mio più grande problema è stato decidere esattamente quello che volevo fare", dice. "C'erano tutti i tipi di moduli tra cui scegliere."

"Il corso è principalmente on-line, anche se ho incontrato il mio insegnante una volta al mese e ci sono stati alcuni tutorial sera nei collegi locali e nelle scuole. Che è stata una esperienza buona, perché ho avuto modo di incontrare altre persone che fanno lo stesso modulo di corso, scambiando esperienze"

"Ho iniziato nel 2006, all'età di 24 anni, e ho dovuto essere molto attento a organizzare lavoro e studio. Devo ammettere che ci sono state alcune sere dei weekend in cui ho dovuto faticare molto per trovare la forza mentale di studiare. Ma sono davvero felice di aver perseguito questo obiettivo perché ora sono una persona molto . "

Giacomo dice che l'azienda in cui lavora lo ha sempre aiutato molto. "Mi hanno permesso di trascorrere un giorno alla settimana a studiare in ufficio, senza distrazioni.

"Ho passato quattro anni a studiare, ed è stato bellissimo quando ho partecipato alla cerimonia di consegna degli attesati, circondato da altre persone che come me avevano impegnato molto del loro tempo per perseguire questo obiettivo".

Il corso Open University è stato fondamentale anche per la sua carriera. "Mi piace molto il mio attuale lavoro," dice. "Ma in futuro mi hanno la possibilità di diventare direttore di stabilimento, e dunque gli studi mi hanno aiutato molto in questo"

A chiunque voglia studiare con la Open University, Giacomo offre questo consiglio: "Non dovete scoraggiarvi alle prime difficoltà, perché nulla è impossibile se davvero lo desiderate. La cosa importante è scegliere il corso e fare ciò che davvero vi piace. " 





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mercoledì 13 febbraio 2013

Apprendere con l'aiuto delle tecnologie: IBM e il Comune di Siracusa consegnano 6 postazioni per le scuole dell'infanzia

Un evento per illustrare il progetto KidSmart che coinvolge 300 scuole in tutta Italia

Siracusa – Oggi, nella sede del XIII istituto comprensivo “Archimede”, alla presenza di autorità e dirigenti scolastici, si è tenuto l’evento di presentazione del progetto KidSmart, organizzato dalla Fondazione IBM Italia e dal Comune di Siracusa. Hanno partecipato il commissario straordinario del Comune, Alessandro Giacchetti, il direttore della Fondazione IBM Italia, Angelo Failla, e la dirigente del settore Politiche scolastiche del Comune, Rosaria Garufi.

“KidSmart” è un programma internazionale di IBM, sviluppato nel nostro paese dalla Fondazione IBM Italia con l’obiettivo di avvicinare i bambini in età prescolare a una tecnologia facile da usare, facendo leva sul gioco e sulla creatività.
Il progetto promosso a Siracusa prevede la donazione di 6 postazioni multimediali ad altrettante scuole dell’infanzia: Istituto comprensivo “Salvatore Raiti”; II istituto comprensivo “Falcone e Borsellino”, Cassibile; IV istituto comprensivo “Giovanni Verga”; XII istituto comprensivo “Vitaliano Brancati”, Belvedere; XIII istituto comprensivo “Archimede”; XVI istituto comprensivo “Chindemi”.

“Un aiuto concreto – commenta il commissario straordinario Alessandro Giacchetti – e un esempio di virtuosa collaborazione tra pubblico e privato già sperimentata con il progetto Smarter Cities Challenge. Con il sostegno di un colosso mondiale dell’information technology, la didattica si avvarrà di nuovi strumenti che avvicinano i più piccoli alle moderne tecnologie”.

La postazione multimediale Young Explorer è stata progettata per un utilizzo facile e sicuro da parte dei bambini fin dalla più tenera età: si tratta di una struttura in plastica colorata, dalle forme arrotondate, che contiene un computer ed è dotata di un seggiolino bi-posto per permettere ai piccoli di sedersi in coppia davanti al video, condividendo giochi e scoperte.

Partecipando a questo progetto i docenti delle scuole coinvolte possono sperimentare nuovi modelli d’insegnamento basati sull’utilizzo della tecnologia informatica, integrata con le attività tradizionali. Inoltre il collegamento tra le scuole favorisce la collaborazione e lo scambio tra insegnanti per un reciproco confronto su questa nuova esperienza.

I 6 istituti scolastici siracusani entrano a far parte di un’ampia rete di scuole - distribuite su tutto il territorio nazionale - che hanno aderito anni fa o di recente al progetto. Dal 2000, anno di avvio del programma in Italia, sono state coinvolte più di 300 scuole dell’infanzia a cui sono state donate oltre 600 postazioni.

“Questa iniziativa conferma l’attenzione della Fondazione IBM Italia verso il nostro territorio e verso il mondo della scuola”, dichiara Angelo Failla, che aggiunge: “KidSmart è un programma di successo in grado di contribuire al miglioramento dei processi di insegnamento e apprendimento grazie alla valorizzazione del ruolo centrale degli insegnanti e alla formazione nella didattica”.

La città di Siracusa è risultata nel 2011 vincitrice dell’IBM Smater Cities Challenge, e, unica in Italia, ha potuto beneficiare delle competenze distintive di un gruppo internazionale di professionisti IBM che, dopo un attento lavoro preparatorio e tre settimane sul campo, ha lasciato alla città un approfondito report - 6 raccomandazioni da sviluppare in 13 progetti - tracciando così il precorso che condurrà la città Siracusa ad essere più sostenibile. Questo progetto per la scuola dell’infanzia rafforza ulteriormente la collaborazione tra IBM e il comune di Siracusa con l’obiettivo di migliorare i servizi della città e renderla sempre più “smart”.